Taranto: Giangrande, un’ assoluzione che non restituisce il tempo perso

Assolto. E si chiude così, con una nuova sentenza  di assoluzione – emessa dalla  sezione di Taranto della Corte d’ Appello di Lecce-, una  vicenda giudiziaria  iniziata sei anni fa.

I giudici della Corte d’Appello hanno dunque confermato l’assoluzione emessa nel 2015  nei confronti dei cinque imputati per il concorso per segretario alla Camera di commercio di Taranto.

Un fardello pesante da sopportare per chi  ha sempre perseguito l’impegno e la fatica quotidiana, come ideale di vita. Ho sempre pensato che il valore di un uomo si misura dalla sua capacità di andare avanti con le sue forze. Questo è ciò che ho visto fare ai miei genitori, questo è ciò che ho fatto nella mia vita, questo è ciò  che  insegno ai miei figli.

così commenta   Leonardo Giangrande che, a distanza di qualche giorno dalla sentenza di assoluzione, superata l’emozione del momento, avverte la necessità di  esprimere una breve riflessione.

Una assoluzione che mi restituisce una serenità personale, ma che non restituisce il tempo perso e che non risarcisce il territorio, le imprese, la comunità locale.

L’inchiesta, come è noto, nacque da una denuncia presentata dall’ex commissario  della Camera  di commercio, Roberto Falcone. Un gesto che segnò l’inizio di un metodo che poi ha caratterizzato  le  vicende  dell’Ente camerale. Fu infatti proprio pochi mesi  dopo   la  denuncia  dell’ex commissario  che Giangrande, assieme a due altri componenti di  Giunta, ricevette una mozione di sfiducia “per insanabili irregolarità” da essi presumibilmente commesse nella loro qualità di componenti della giunta camerale.

In realtà gli obiettivi che si volevano perseguire erano ben altri e certamente legati al desiderio di ridisegnare la composizione della Giunta camerale. Una lunga stagione di veleni che ha fatto venir meno il confronto democratico tra associazioni di categoria e che ha spostato  nelle aule dei tribunali,  i rapporti tra i rappresentanti del mondo delle imprese.  Si è dato il via ad un percorso malato che ha fatto del ricorso alla denuncia, lo strumento di lotta tra associazioni di categoria. Da allora, nulla è stato più come prima, con i risultati evidenti  di una Camera di commercio bloccata ed ingessata dalla assenza  di relazioni tra i suoi componenti. Fu così che cambiò il corso della storia della Camera di commercio tarantina,  il luogo  dove con grande efficacia e qualità dei risultati raggiunti,  era stata espressa la moderna democrazia economica della rappresentanza  associativa delle imprese,  dei consumatori e dei sindacati dei lavoratori. Un luogo – conclude Giangrande- sino ad allora  capace di dare risposte ai bisogni del territorio, ed oggi assolutamente incapace di sostenere il sistema delle imprese.

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