Il Ponte Girevole non aprirà mai più? Sarebbe la conseguenza del taglio del personale. Duri i sindacati della Difesa

Ma è proprio vero che il Ponte Girevole non aprirà mai più? Sarebbe questa l’amara verità conseguente al taglio del 40%, del personale adetto al Ponte, del quale si è appena celebrato il 60 anniversario del rifacimento. rendendo di fatto la struttura non più operativa, nessun funzionario amministrativo è poi previsto nell’ufficio personale civile in cui sono stati destinati operai, nessun funzionario amministrativo all’Ufficio Relazioni con il pubblico, pur obbligatorio, non calcolati nei numeri complessivi il nuovo servizio di vigilanza che doveva aggiungersi all’organico esistente, e così via.

E’ quello che spiegano in una lunga nota le organizzazioni sindacali confederali e autonome dei dipendenti della Difesa per i quali “è stata un amara sorpresa apprendere, nel corso della riunione del 26 novembre a Taranto, che le promesse del vertice militare nazionale non sono state mantenute. La nuova organizzazione di Marigenimil Taranto, illustrata alle oo.ss. territoriali, prevede infatti un taglio di decine di posti lavoro sia sulla tabella organica che sul personale esistente.

“E siamo solo agli inizi di quello che accadrà negli altri enti. – si legge nella nota – Nell’evidenziare la disponibilità del Direttore di Marigenimil Taranto a modificare la tabella organica in maniera più razionale, permane la ferità del taglio di posti di lavoro in un territorio che ha sacrificato negli anni vaste aree in favore della MM militare sottraendole ad altre attività produttive.

In verità la riorganizzazione delle Direzioni del Genio è già avvenuta 5 anni fa quando le 6 Direzioni generali furono scomposte in una moltitudine di strutture secondo il principio, imposto dal vertice militare di allora, secondo cui che ogni ente doveva avere autonomia di risorse umane e strumentali, in pratica chiudersi alla collaborazione con gli altri enti, in una visone antistorica di cui oggi registriamo il fallimento. Infatti la nuova organizzazione nazionale ripropone il ritorno al passato, dopo aver perduto anni, risorse ed energie. Ma chi pagherà il conto di tutto questo?

Analogo fallimento è la legge di revisione dello strumento militare (n 244 del 2012), perché non ha conseguito il suo obiettivo di diminuire la spese complessiva del personale (addirittura aumentata a causa dei provvedimenti di spesa a favore del personale militare), cancellando però al suo passaggio 10.000 posti di lavoro del personale civile (il 30%) e il 17% di quello militare,

Ed è per questo ennesimo fallimento che oggi ci ritroviamo non alle assunzioni promesse dal Ministro ma al ridimensionamento degli organici e alla diminuzione dei posti di lavoro.

Riteniamo che la comunità non deve piegarsi a logiche che ne compromettono non solo il futuro, ma il presente, e che devono essere assunte immediate iniziative di mobilitazione.

Da respingere è dunque l’ipotesi di ogni riduzione di organico. Le scriventi oo.ss. territoriali proclamano lo stato di agitazione, chiedono l’incontro al Comandante del Comando Marittimo Sud, sollecitano le istituzioni locali ad assumere le iniziative necessarie, ed invitano le rispettive strutture nazionali ad intervenire presso il vertice militare e politico per impedire che il provvedimento, preannunciato per il 1° dicembre, possa essere consumato alle spalle della città di Taranto.

Lascia un commento