Il sindaco Melucci ritira le dimissioni: ma speriamo che abbia capito che i tarantini vogliono “vedere”…lui e i fatti

Silvano Trevisani – “Ritiro oggi le mie dimissioni, dimissioni che non avevano alcunché di tattico, perciò credo abbiano fatto interrogare a dovere le istituzioni locali ed i gruppi politici. Anche perché, dinnanzi ad un nuovo venir meno della lealtà e del rispetto di ciò che i cittadini hanno stabilito nelle urne del giugno 2017, non ci sarebbe una seconda opportunità.

Con queste parole, il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, ha annunciato il ritiro delle sue dimissioni, rassegnate il giorno dopo la sconfitta elettorale alla elezioni provinciali di secondo livello. Quando era stato messo in minoranza anche da consiglieri comunali che lo appoggiavano al Comune di Taranto. In realtà, nel suo comunicato spiega di aver tenuto colloqui con le forze politiche e di averne tratto conclusioni positive. Tuttavia, se è vero che le dimissioni non avevano alcunché di tattico, e qui dobbiamo accontentarci di credergli sulla parola, tutto il senso del suo ripensamento sta nel concetto, chiaro e onesto, che, chiamati di nuovo alle urne, i tarantini non avrebbero dato una seconda opportunità. Il mio personale parere è che, oggi come oggi, i tarantino comunque in tutti i casi non rivoterebbero come hanno fatto diciotto mesi fa, perché si sono trovati di fronte a un’amministrazione magmatica, che forse ha fatto molte cose ma che tende a nasconderle (e a nascondersi).

Mi è capitato di incontrare i ragazzi di una scuola e di chiedere loro se conoscevano la composizione del consiglio comunale: nessuno o quasi sapeva dire, con sufficiente approssimazione, quali forze politiche vi siano rappresentate.

Ecco, di questo Melucci, che si è visto in pubblico con il contagocce dopo le elezioni, dovrebbe tener presente, perchè invece le parole con l quali apre il comunicato stampa ci lasciano perplessi per la loro cripticità:

Nei colloqui degli ultimi giorni ho potuto appurare con soddisfazione che, intorno ad una aggiornata piattaforma programmatica e post ideologica, torna a vivere una maggioranza coesa che al di là della forma ora si arricchisce di contributi che superano le mere sottoscrizioni e raccontano più dei freddi numeri”.

Cosa vuol dire? Non si capisce bene e questo frasario è lo specchio di quel che il Comune ha fatto finora: tanti buoni progetti, una generale capacità di programmare, in genere molto positiva, ma poco conseguenziale. Insomma, vogliamo vedere: vogliamo vedere il sindaco, vogliamo vedere le strutture che si aprono, i cantieri che lavorano, i vigili urbani che disciplinano il traffico e fanno sparire i parcheggiatori abusivi che imperversano sempre più numerosi e insistenti…, le imprese che tornano, il porto e l’Ilva che lavorano con la città… per la città. Ecco: finalmente vogliamo vedere.

 

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