Violenta spaccatura di “fine mandato” nella Camera di commercio di Taranto. Volano parole pesanti

Ma che sta succedendo nella Camera di commercio di Taranto? Dimissioni, accuse, botta e risposta a ripetizione tra componenti dimissionari e presidente Sportelli sono, evidentemente, l’esplosione di qualcosa che covava da tempo. Da parte dei rappresentanti dell’agricoltura, dell’artigianato e di parte del sindacato, vengono rivolte accuse direttamente alla presidenza per la gestione dell’Ente e soprattutto per la mancanza di una efficace programmazione riguardante la gran parte dei settori… oltre l’industria. Sportelli ribatte accusando a sua volta i componenti dimissionari.

Chi ha ragione? Difficile dirlo, e soprattutto non spetta a noi. I rappresentanti del settore agricoltura, Cavallo e De Padova (presidente dimissionario di Subfor) e il rappresentante di Casartigiani, Annicchiarico, hanno giudizi molto severi.

Ma quello che sembra delinearsi è un riposizionamento delle parti in vista dell’ormai prossimo accorpamento tre le Camere di Taranto e Brindisi: è evidente che l’approssimarsi dell’appuntamento ha fatto logorare quell’equilibrio che aveva tenuto in vista l’Ente camerale e ha fatto uscire allo scoperto gli scontenti. Forse un po’ tardi?

Il fallimento di una politica economica in provincia di Taranto imperniata esclusivamente sull’industria è sotto gli occhi di tutti e la Camera di Commercio ha continuato per anni a perpetuare l’errore, restando sorda alle sollecitazioni degli operatori economici del territorio”. Così Alfonso Cavallo, presidente di Coldiretti, spiega le sue dimissioni da componente della giunta camerale di Taranto. “Nel 2016 abbiamo rinnovato la fiducia all’attuale governance – spiega Cavallo – perché auspicavano un cambio di passo, secondo le linee di indirizzo che ci eravamo dati, basati su agricoltura, turismo e agroalimentare. Invece, a distanza di due anni, tiriamo le somme di un nulla di fatto su tutti i fronti, con progettualità mai avviate e iniziative mai attuate”.

Ancora più dure le parole contenute in una lettera aperta di Domenica Annicchiarico per Casartigiani: “Quello che è avvenuto ed avviene all’interno della Camera di Commercio di Taranto è aberrante ed è contro ogni logica democratica, si è spogliato del ruolo il Consiglio camerale organo statutario di governo, che rappresenta la volontà delle imprese che rappresentiamo, che non si riconoscono e non traggono di fatto benefici dalla politica perpetuata dall’attuale governo Camerale”.L’Ente Camerale che dovrebbe essere il punto d’ incontro e di confronto delle rappresentanze delle Imprese, dei Lavoratori, dei professionisti, delle Banche e dei Consumatori doveva svolgere un ruolo importante nella nostra realtà economica visto la crisi industriale che da oltre dieci anni vive la stessa. Doveva essere catalizzatore di progetti di dibattiti tra punti di vista differenti, ma si è dimostrato invece una oligarchia ove i maggiori vertici hanno imposto la loro visione antiquata e obsoleta a tutti i componenti camerali a vantaggio della sola visione industriale”.

Altrettanto sprezzante e dura la replica di Sportelli: “l’Ente è in via di accorpamento con la Camera di commercio di Brindisi, ed a breve il Consiglio sarà comunque sciolto per dar spazio a quello della Camera accorpata. Le eroiche dimissioni condite di comunicati seriali, appaiono quanto meno inutili e ridicole e, a ben leggere, mosse dal chiaro interesse di spostare pesi e numeri nello squallido tentativo di occupare la governance della nuova Camera. Abbiano il coraggio di ammettere che si tratta dell’avvio scorretto di una “campagna elettorale”. Sarebbe molto più etico”.

 

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