La Sanità privilegia il Nord, e così al Sud si vive 4 anni di meno. L’analisi spietata e i suggerimenti di un ex ministro

Silvano Trevisani – “I settentrionali hanno aspettative di vita di 4 anni superiori ai meridionali. E questo dipende dalla qualità della medicina. Il Nord ha sempre fatto man bassa del fondo sanitario nazionale ed è necessario che venga istituito un fondo si perequazione. Con la scusa della spesa storica, infatti, le risorse si sono sempre riversate al Nord e il Sud è stato costretto a inseguire, a subire tagli ingiustificati e indiscriminati. Tutto questo pare ancora più assurdo se si considera che la maggior parte del personale sanitario d’eccellenza che l’Italia esprime (e che a volta esporta anche all’estero) è costituito da medici e operatori provenienti della regioni del Sud e soprattutto dalla Puglia”.

Queste parole dette da un rampante politico meridionale potrebbero apparire scontate, ma dette da un ex ministro alla Sanità, che è stata anche sottosegretaria oltre che presidente nazionale della Croce Rossa, e che quindi conosce perfettamente in sistema sanitario italiano, devono far riflettere. Parole che dovebbero insegnare ai cittadini e ai politici a strada giusta da percorrere per mettere in equilibrio il Paese.

Maria Pia Garavaglia, già senatrice e vicesindaco di Roma, ha anche tentato di dar vita a questo “fondo di perequazione”, nella sua attività governativa, ed è arrivata a un passo, ma l’insensibilità politica e la inadeguatezza di risorse (oltre al malgoverno e alla malasanità) non l’hanno consentito.

È stata a Taranto, città che conosce bene, per avervi svolto varie attività nel corso della sua storia politica di militante nella sinistra DC, per partecipare alla presentazione dell’opera monumentale sulla storia della medicina realizzata da Gianni Iacovelli, e ha rivolto parole pesanti verso la situazione di Taranto e la politica italiana: “A Taranto è stato creato un conflitto intollerabile tra diritto al lavoro e diritto alla salute, che ha un’incidenza storica importante perché ha finora compromesso l’ambiente e altre risorse come il turismo”. “Non si può fare politica senza sapere da dove si viene e quali sono le reali condizioni del Paese ma anche la sua storia”. “La relazione tra medici e pazienti troppo spesso è resa superficiale”.

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