I sindaci dell’Asl di Taranto scrivono al ministro della Salute: tagli e chiusure colpiscono gravemente la popolazione

I sindaci dei Comuni ricadenti nel’Asl di Taranto hanno richiesto un incontro urgente al ministro della Sanità Giulia Grillo, per discutere della situazione ormai insostenibile, caratterizzata da tagie chiusure, che penalizza la cittadinanza ionica, per le scelte operate dalla giunta Emiliano. In una lettera inviata dal sindaco Rinaldo Melucci, in rappresentanza dei sindaci ionici, si legge: “pur innanzi alle oggettive difficoltà derivanti ad ogni comunità dall’adeguamento al piano di rientro della spesa sanitaria, cittadini ed Istituzioni della Provincia di Taranto hanno sin qui compiuto ogni responsabile sforzo, per consentire nei fatti la messa a regime del cosiddetto piano di riordino ospedaliero della Regione Puglia.

La Conferenza dei Sindaci, operante in seno ad Asl ai sensi della norma regionale, ha però analizzato le ricadute di un insostenibile depauperamento delle nostre strutture sanitarie e dell’organico locale, oltre che raccolto diffusissime lagnanze della cittadinanza, spesso persino sconfinate in azioni giudiziarie.

Il tutto nel contesto di un’area fortemente colpita da numerosi agenti inquinanti, spesso collegati a sistemi produttivi essenziali per l’intero sistema Paese. Dunque, peculiarità note alle cronache che frenano ad oggi il nostro sviluppo, alle quali non sono seguite legittime compensazioni ai cittadini ionici quanto meno in tema sanitario, peculiarità che di sicuro non possono essere affrontate da alcun livello istituzionale nell’ottica di una banale revisione della spesa, assunta in termini di tagli lineari.

Per quanto sopra, al fine di meglio rappresentarLe le questioni in argomento, onde verificare la possibilità di un dispositivo speciale per l’area di Taranto, ovvero una deroga al D.M. 2 aprile 2015, n. 70, sono a richiederLe quanto prima un incontro per conto della Rappresentanza dei Sindaci da me attualmente presieduta.

Certo e grato del benevolo accoglimento, porgo distinti saluti”.

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