ANTICIPAZIONI – “L’Ilva chiuderà”: è quello che sostiene il deputato 5Stelle Gianpaolo Cassese, in un’intervista sul mensile Pugliamag

 

Silvano Trevisani  “L’Ilva chiuderà. Questo non vuol dire che domani schiacceremo l’interruttore e le luci d’improvviso si spegneranno, ma il futuro dell’area industriale è necessariamente in una sua riconversione”.

Non ha dubbi personali né transitivi, ovvero estesi sul movimento e sull’accordo di governo sottoscritto, il neodeputato dei 5Stelle Giampaolo Cassese, eletto nel collegio Puglia 11 – Martina, lo scorso 4 marzo con un’affermazione quasi plebiscitaria. Accetta volentieri questa lunga intervista, lui che oltre ad essere un noto imprenditore del settore agroindustriale è anche un giornalista, che per anni ha editato un settimanale: “Via Crispi”.

Il governo si sta chiarendo le idee su cosa fare per l’Ilva, viste le recenti prese di posizione non sempre il linea?

Non è il governo ad avere le idee confuse. La confusione la creano spesso altri, con dichiarazioni contraddittorie che alimentano dubbi strumentali. L’Ilva è una vertenza territoriale che è in cima all’agenda del governo, appena insediato. Una vertenza che non è solo economica ma anche ambientale e sanitaria. Se stiamo a quanto costa in termini ambientali e sanitari non avremmo nessun dubbio su cosa fare. Ma il movimento resta coerente: l’Ilva va a chiusura. Prima occorrerà avviare tutte le attività necessarie per la riconversione economica di cui parliamo da tempo, ma esistono altre realtà mondiali che hanno vissuto condizioni anche peggiori e che in circa 10 anni sono state totalmente riconvertita. È una sfida da vincere a livello nazionale. L’acciaio, si sa, è in calo, a livello mondiale. Quale futuro può avere una realtà così obsoleta che non può essere più messa in grado di rispettare le più basilari norme ambientali?…(Tutta l’intervista è pubbicata sul mensile cartaceo Pugliamag da oggi in distribuzione)


 

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