I sindaci della provincia ionica attaccano la Regione: “Sulla sanità, il territorio è snobbato”


La Regione Puglia fa orecchie di mercante sul piano di riordino ospedaliero e sulle emergenze, non dando le risposte richieste ma non presentandosi neanche agli incontri.

La Rappresentanza prevista dalla legge in seno ad Asl dei sindaci ionici, come da mandato dell’ultima Conferenza è tornata a riunirsi nel pomeriggio di oggi (25 maggio) a Palazzo di Città di Taranto per valutare gli aspetti tecnico-giuridici dell’incompiuto piano di riordino ospedaliero regionale.

A Rappresentanza dei sindaci ha dovuto nuovamente stigmatizzato la mancanza di coinvolgimento della Regione e ha dichiarato la propria sorpresa per le notizie diffuse a mezzo stampa dal capo Dipartimento Ruscitti rispetto alla tematica dei ppi, sulla quale i sindaci ionici avevano già espresso formale diffida a tutela delle proprie comunità, specie nelle more che prima di intervenire sui ppi (cioè i punti di primo intervento) con ulteriori rinunce per la nostra Provincia, la Regione mettesse in atto compiutamente le azioni del piano generale, anche in relazione alle assunzioni di nuovo personale medico e sanitario.

Ricordiamo che, secondo Ruscitti, “la Puglia è ora in grado di assicurare un livello superiore di assistenza, passiamo alla seconda fase che si accompagnerà, io spero entro l’anno con la nascita dell’agenzia regionale per il 118″. Aggiungendo che “I PPI erano aperti per 12 ore, quindi durante la notte era già il 118 che suppliva alla chiusura del punto di primo intervento. Con questa riconversione laddove ci sono più di 6mila prestazioni all’anno, resterà una postazione fissa con personale del 118 che sostituirà quello ospedaliero e che, a differenza di oggi, potrà garantire interventi anche al di fuori della postazione, pienamente integrati nel sistema 118”.

In tutti i Comuni interessati sarebbe garantita la presenza di almeno una postazione medicalizzata, e soprattutto si vanno a collocare questi mezzi presso i Presidi territoriali di assistenza, dove ci sono già gli specialisti.

Nessuna chiusura, quindi. – secondo la Regione – Andiamo avanti con la piena integrazione dei punti di primo intervento nelle rete territoriale della emergenza 118″.

Ma l’indicazione non è assolutamente idonea e non tiene presente della situazione di emergenza in cui ha dovuto sempre operare l’Ospedale di Taranto e il disagio di tutta la popolazione.

La Rappresentanza dei sindaci ionici, che ha accolto in audizione tecnici e legali del settore e sta valutando “iniziative pubbliche per trasferire ai cittadini i risultati del proprio lavoro e annuncerà le risultanze dei propri approfondimenti tecnico-giuridici entro la metà del mese di giugno, rinnoverà l’invito al Governatore Emiliano ad un confronto franco su questi temi delicati e ha provveduto a riformulare espressa diffida a ulteriori iniziative che risultino a detrimento dell’interesse dei cittadini ionici”.

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