Grave lutto per l’arte italiana. Morto a Roma il grande scultore tarantino Nicola Carrino

SIlvano Trevisani – Grave lutto per il mondo dell’arte italiana e soprattutto per Taranto. Questa sera si è spento a Roma, a causa di un arresto cardiaco, lo scultore Nicola Carrino, che è stato uno dei massimi artisti del Novecento e che era stato fino a ieri un’icona vivente della fase storica che portò l’arte a virare verso il concettuale.

Carrino, che era nato a Taranto, in Città vecchia, il 16 febbraio 1932, aveva sempre mantenuto vivo e vitale il suo rapporto con la città d’origine, che della sua opera conserva un ricordo “vivente” nel progetto della Fontana che aveva realizzato negli anni Ottanta: oggetto di legame e di cruccio per lui che soffriva della scarsa manutenzione di cui l’opera era vittima e che la rendeva un po’ incompresa ai suoi stessi cittadini. Poche settimane fa, Nicola, che mi degnava di un antico rapporto di amicizia, mi aveva inviato un po’ di documenti perché potessi ricostruire la vicenda del progetto, in occasione dei trent’anni della sua inaugurazione, sperando così di renderne un po’ più accessibile il senso.

Fautore del Gruppo 1, primo esempio di aggregazione teorica e pratica di artisti provenienti da aree e formazioni diverse, Carrino è stato sempre molto in anticipo sui tempi, sempre attento alla funzione sociale e urbanistica, di interazione e interrelazione, che l’arte deve svolgere, e per questo poco interessato alle lusinghe della pura mercificazione, nella quale si sono spesso lasciati cadere grandi artisti, che hanno preso la strada della ripetitività seriale, puntando a creare piccoli imperi economici.

I funerali si terranno mercoledì a Roma secondo modalità che riferiremo in seguito. Dal nostro giornale va il nostro cordoglio alla moglie Angela e alle figlie Veneranda e Valentina

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