Taranto – Tamburrano vs Pinuccio: facciamo ordine

Valerio Manisi –

È aspra la disputa politico/televisiva che è scoppiata tra il presidente della Provincia di Taranto Tamburrano e il Tg Satirico Mediaset “Striscia la Notizia”, nella persona specifica dell’inviato in Puglia Pinuccio. Una diatriba che, bisogna ammettere, si prospetta amara per Tamburrano che, durante la sua ultima conferenza stampa, ha attaccato pesantemente l’inviato satirico, appellandolo, tra le tante, “buffone” e “azzecca-garbugli”.

È già da tempo che, seppur a riflettori bassi, si discute nell’ambiente politico provinciale e regionale della presunta illiceità di Tamburrano (sollevò la questione il consigliere comunale di Taranto Azzaro) e del suo dirigente (prima comunale, poi provinciale) ingegner Natile, che ha, a quanto pare, una sentenza di condanna con interdizione temporanea ai pubblici uffici per una questione risalente al periodo in cui era dirigente presso il Comune di Massafra. Potrebbe quindi oggi essere inidoneo a ricoprire la carica di Dirigente del Settore Pianificazione e Ambiente della Provincia. L’“interdizione”, infatti, secondo il codice penale italiano, priva il condannato, oltre che di una serie di diritti, di ogni incarico non obbligatorio di pubblico servizio.


Nulla di nuovo comunque, grazie soprattutto all’articolo “Provincia, assunzione con il giallo” pubblicato nel mese di dicembre 2017 sul Nuovo Quotidiano di Puglia, al quale, lo stesso Tamburrano, rispose con diritto di replica con le medesime motivazioni espresse in conferenza stampa il 9 maggio 2018, prima del servizio di Striscia. “Non sospendo il dirigente – spiegò il Presidente – perché la condanna per tentato abuso d’ufficio, con pena sospesa, non centra con la legge Severino. Altrimenti sarebbe già sospeso a Massafra”.

La questione però è “temporale”, diciamo così. Perché “nonostante il reato non sia inquadrabile nella Legge Severino”, come sostiene Tamburrano, è inquadrabile però nella legge precedente (la Severino è subentrata nel 2012), coincidente con l’anno in cui è stato bandito il concorso per quattro dirigenti allora utili al Comune di Massafra (2010). Ma oltre a questo, a quanto pare, un decreto del Presidente della Repubblica del 2013, che fa riferimento alla sentenza del TAR di Lecce a favore del Comune di Massafra, e quindi dei quattro dirigenti assunti, procede all’annullamento dell’intera procedura concorsuale; nel 2018, il Ministero dell’Interno, sembra abbia conferma il tutto.

Ad oggi la questione resta aperta, grazie anche al probabile chiarimento che il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Taranto ha principiato, convocando anche, a quanto pare, lo stesso Tamburrano. È giusto quindi attendere la futura parola del GIP anziché quella di Pinuccio. Al contempo il deputato del M5S Giovanni Vianello, ha annunciato la sua presentazione di un esposto all’ANAC, sempre in riferimento al medesimo caso. “L’Anticorruzione chiarisca se Natile possa ricoprire il ruolo che gli ha assegnato Tamburrano (…) in quanto risulterebbe condannato in secondo grado per il reato di tentato abuso d’ufficio – ha dichiarato Vianello – Sebbene sia stata concessa la sospensione condizionale della pena, l’inconferibilità di incarichi dirigenziali sussiste ugualmente, l’Autorità stessa lo ha confermato in altre occasioni”.

Al netto della vicenda è ormai noto che l’attuale Dirigente del Settore Pianificazione e Ambiente della Provincia di Taranto, in pochi giorni, ha autorizzato ampliamenti e sopralzi per una serie di impianti per la gestione dei rifiuti come raramente è accaduto prima; compreso il nuovo inceneritore fanghi a Massafra e la riattivazione di quello vecchio. Fattore ancor più preoccupante se si fa riferimento alla sfilza di pareri negativi (Comuni, ASL, ARPA, ecc.) che per la Provincia non sono, ma ancora più grave, purtroppo “non sono stati” assolutamente vincolanti. Senza menzionare quelle migliaia di cittadini che hanno manifestato con 11 sindaci in testa. La società che gestisce la discarica di Grottaglie ha avuto addirittura un “premio al merito” pari ad un’AIA di 16 anni, a fronte della richiesta della Società di soli 5.

La “strategicità” delle terre tarantine per soffocare, a quanto pare, la questione rifiuti, così come dichiarò Grandaliano (commissario Regionale per la Gestione dei Rifiuti), si sta effettivamente verificando; i rimpalli di responsabilità tra Tamburrano ed Emiliano quindi diventano sempre più chiari agli occhi dei cittadini jonici, schiacciati tra stabilimenti inquinanti e rifiuti.

Resta infine una considerazione da fare: se palesi ingiustizie e incongruità giurisdizionali devono unicamente emergere grazie a servizi di TG Satirici come “Strisci la Notizie”, il tutto è abbastanza e indubbiamente rammaricante.

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