Taranto Provincia – Tamburrano fiume in pieno contro Emiliano: “Sono pronto a dimettermi”

Valerio Manisi –

Dopo l’intervento del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano all’assemblea pubblica dell’UnoMaggio indetta dal Comitato Cittadini Liberi e Pensanti di Taranto, il presidente della Provincia di Taranto Martino Tamburrano non ha trattenuto l’irrefrenabile necessità di convocare una conferenza stampa presso il Palazzo di Provincia per sciorinare tutto quello che aveva sullo stomaco riguardo il governatore di Puglia, che duramente lo aveva attaccato durante la storica assemblea. “Storica” perché, nonostante tutto, mai Vendola, ad esempio, ha avuto in passato il coraggio di onorarne l’invito.

Lo scontro si è scatenato, a quanto pare, quando Emiliano ha accusato il presidente della Provincia di gestire, con la complicità di Albanese, presidente della società CISA SpA, “patron dei rifiuti” (come cita lo stesso Tamburrano), l’80% dei rifiuti di Puglia, in particolar modo a Taranto.

Sono stanco di fare il Presidente a certe condizioni”, ha dichiarato Tamburrano, e il raggio d’azione del suo sfogo non coinvolge solo Emiliano. Perché fare il presidente di Provincia nelle condizioni in cui versa la sua maggioranza, composta per metà da stampelle a marca PD, è certamente complicato, soprattutto se si cerca di capire quale rotta segue il suo programma di governo, considerato che lo stesso PD è bersaglio continuo dei suoi sfoghi. Ma del resto, se davvero questo “sfaccettato” PD tanto odiato da Tamburrano condividesse le richieste dei cittadini contro sopralzi e ampliamenti concessi dalla sua stessa dirigenza, poco ci metterebbe a spodestare l’ex Sindaco di Massafra.

L’intenzione di Tamburrano di scaricare ogni tipo di responsabilità sul governatore Emiliano emerge da ogni sua parola e atteggiamento. Ad un certo punto dichiara: “Conosco il suo populismo, il suo modo di vedere le cose, la sua approssimazione, la sua superficialità e soprattutto la sua inidoneità ad occupare la presidenza della Regione”; ipotesi, questa, abbastanza delicata, a “doppio taglio” si potrebbe dire, se si pensa, ad esempio, alle accuse sollevate qualche mese fa dal consigliere comunale di maggioranza, ex vice presidente della Provincia Azzaro, che ponevano il dubbio proprio sulla legittimità di Tamburrano a ricoprire la carica di presidente della Provincia. Analoga ipotesi, secondo l’articolo “Provincia, assunzione con il giallo” del Nuovo Quotidiano di Puglia a firma di Michele Montemurro, dove qualche perplessità è emersa anche nei confronti dell’illegittimità dell’architetto Lorenzo Natile a ricoprire la carica di dirigente del Settore Pianificazione e Ambiente della Provincia di Taranto, per personali condanne pendenti. “Emiliano è abituato a sporcare gli altri – continua Tamburrano – e non si è accorto di quanto è sporca la sua giunta”, con riferimento ai quattro cambiamenti assessorili che Emiliano ha già effettuato.

La delega sulla gestione dei rifiuti urbani è della Regione – tiene a specificare il Presidente – con l’agenzia capitanata dall’avv. Grandaliano – colui che ha definito, in modo preoccupante, “strategiche” le discariche del tarantino – Sopralzi e ampliamenti invece sono di competenza Provinciale”, come la cittadinanza jonica ha già potuto constatare sulla propria pelle. “Voglio un confronto pubblico – esclama in tono di sfida successivamente – tutte le ordinanze che hanno riempito le nostre discariche le hanno fatte Vendola ed Emiliano con rifiuti provenienti da tutte le parti”.

Oltre al Presidente della Regione, Tamburanno non disdegna una stilettata alla mozione votata all’unanimità dal Consiglio Regionale il 17 aprile 2018, firmata dal consigliere di minoranza Borraccino e da altri nove, riguardante il caso della “Discarica di Grottaglie”. “I suoi adepti che parlano della sporcizia degli altri – continua Tamburrano – non si sono mai opposti, compresi coloro che hanno firmato quella mozione falsa. Più che togliere deleghe devono fare un piano, creare la condizione pubblica affinché tutto questo possa finire”.

Un battibecco, in sintesi, che realmente non serve a nessuno; inutile e deleterio per i cittadini che oggi ancora subiscono e soffrono la grave situazione ambientale tarantina. Tamburrano con semplicità si scrolla di dosso importanti responsabilità, ma la storia dimostra ben altro. Se davvero avesse voluto “iniziare” concretamente a risolvere il grave problema dei rifiuti nella provincia di Taranto, si sarebbe perlomeno dovuto impegnare ad evitare concessioni a rialzi, inceneritori e ampliamenti vari. Egli stesso, in prima fila, con quella fascia che afferma di voler riconsegnare dopo il 15 giugno dimettendosi, avrebbe dovuto “occupare” (ad esempio) gli uffici regionali con una protesta che avrebbe di sicuro visto al suo fianco un mare di cittadini jonici: sani, malati e morenti.

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