Stan Laurel e Oliver Hardy: geni trascurati

Valerio Manisi –

C’è qualcuno che conosce la celebre coppia Stanlio e Ollio? O meglio: Stan Laurel e Oliver Hardy?

Sembrerà strano porre una domanda come questa, ma oggi, le nuove e nuovissime generazioni, non posseggono la fortuna e il buon senso di conoscere (o tentare di ricercare e conoscere) una delle coppie comiche più perfette e importanti del cinema mondiale.

Ma non è necessario incolpare solamente una certa moda televisiva e cinematografica che ha indotto, con una massiccia e pericolosa forzatura mediatica, le nuove generazioni a occuparsi solamente di smartphone, chat, social network, televisione spazzatura come “Grande Fratello”, talent show vari e film “mucciniani” e “mocciani”; presentando la società come un’esclusiva baraonda di pettegolezzi e gente frivola. In Italia succede così. Bisogna anche dire che, nonostante l’industria cinematografica internazionale abbia prodotto e proiettato di tutto, non si è mai voluta occupare concretamente di un rilancio e restauro, fatto ad hoc e a blocco, delle pellicole inerenti a tutta la produzione cinematografica di Stan Laurel e Oliver Hardy.

La loro opera è stata solamente masterizzata e rimasterizzata da vecchi formati, ricavati da una qualità VHS e riversati in DVD, riprodotti con centinaia di copertine diverse in altrettante edizioni.

Negli anni ottanta si pensò addirittura di rovinarli ulteriormente, colorizzandoli, con una qualità assolutamente scadente e deleteria nei confronti, soprattutto, del fascino del bianco e nero. Poi ancora tagli insensati alle storie, con dissolvenze incrociate totalmente incoerenti con il montaggio originale dei film, e doppiaggi che volta per volta cambiavano nel testo e spesso anche nel significato.

Se il danno a tutto questo fosse stato solamente italiano, non ci sarebbe più nulla da dire. È ormai chiaro ed evidente che, nonostante l’Italia fosse stata anch’essa pioniera nel cinema, soprattutto con l’esplosione dei grandi maestri neorealisti, non si esime dal provocare disastri anche cinematografici … uno tra tanti il trattamento delle diverse edizioni. Per anni e anni si è passati, grazie soprattutto alla RAI che ne acquistò i diritti, da un doppiatore all’altro, da un commento musicale all’altro, creando una serie di edizioni talmente diverse tra loro che, delle comiche di Stanlio e Ollio, alla fine, se n’è persa l’autenticità (perlomeno di quella prima storica italiana).

Più di una volta la Metro Goldwyn Mayer, istituendo i suoi stabilimenti di doppiaggio in Italia, bandì ricerca di doppiatori per la realizzazione delle edizioni italiane; in una di queste venne fuori la voce di Alberto Sordi che, nonostante non fosse stata la prima voce di Oliver Hardy italiana, divenne quella più conosciuta. Gran parte del loro repertorio fu quindi doppiato in italiano da Sordi e Mauro Zambuto, a sua volta storica e prima voce nazionale di Stan Laurel. Per quale motivo si è resa poi necessaria una seria sconfinata di ridoppiaggi, dal 1951 al 1991? Passando da Fiorentini a Croccolo, da Pandolfi a Locchi, da Latini a Garinei, da Ariani a Melazzi, da Maggi, Parisi e Capelloni?

Passino tutti quei film che la coppia Sordi/Zambuto, per motivi d’importazione, non ebbero modo di doppiare, ma per quale motivo poi il materiale audio prodotto è stato totalmente stravolto? Eppure oggi ascoltiamo ancora versioni doppiate da Sordi e Zambuto. E, se come si dice, i vecchi doppiaggi furono ritenuti danneggiati, per quale motivo si è ridata nuova voce a tutto il repertorio? Per più volte?

 

Già il fatto che il materiale audio italiano si sia rivelato dopo pochi anni danneggiato e inutilizzabile, quando l’originale americano è rimasto intatto per quasi un secolo, la dice lunga su come l’Italia si sia spesso regolata nei confronti della conservazione culturale; basti pensare alle pellicole de “il Teatro di Eduardo” cancellate inesorabilmente per registraci sopra chissà cos’altro.

Nonostante i disastri fatti a livello nazionale sulle comiche dei poveri Stanlio e Ollio, bisogna anche riconoscere che pure a livello americano una rivalutazione e un restauro (soprattutto video) dell’intera opera, non è mai stata realizzata e degnamente pubblicata. Dovuto forse a una questione di proprietà artistica?

Gli studi del celebre Hal Roach, che fecero una brutta fine dopo l’acquisizione dell’azienda da parte di Hal Roacj Jr, evidentemente dovettero vendere anche quelli per sopperire alla mole di debiti accumulati dalla seconda generazione. Non dimentichiamo che, con il cortometraggio “The Music Box”, proprio con la coppia Laurel e Hardy, Hal Roach si aggiudicò uno dei tre premi Oscar raccolti durante tutta la sua carriera.

Da molti anni a questa parte, ad esempio, l’intero repertorio del mitico Charlie Chaplin è stato totalmente restaurato, rendendo i film di ottima qualità, sia audio che video. Certo, parliamo di tutt’altra sperimentazione: Chaplin era un genio drammaturgico, registico, tecnico, coreografico, acrobatico ecc. Si occupava di tutto, produceva il tutto e parliamo comunque di un uomo che ha fatto la storia del cinema, per arte e per tecnica. Ma le sue origini non sono lontane da quelle, ad esempio, di Sant Laurel: nel 1909, infatti, i due divisero addirittura la camera dove dormivano, quando Chaplin era il capo di un giovane gruppo di attori sotto la guida del celebre Fred Karno.

Quindi, a parte il riferimento alla rivalutazione e restaurazione del repertorio chapliniano, con Stan Laurel e Oliver Hardy parliamo di altri due immensi geni della risata; Stan Laurel oltretutto era spesso autore e direttore delle loro più celebri gag.

In conclusione: qual è il motivo per il quale non si è mai fissato un paletto e la nuova generazione cinematografica, quella del recupero tecnologico, del restauro e della rivalutazione, non si sia mai occupata di ridare decentemente lustro e qualità all’opera di Stan Laurel e Oliver Hardy?

È noto che proprio in questi ultimi anni è avvenuto il restauro di due film creduti persi: parliamo di “Maids and Muslin”, diretto da Noel Mason Smith con il solo Oliver Hardy, e “Monsieur Don’t Care” di Percy Pembroke con il solo Stan Laurel. Com’è facile riscontrare, in ogni caso, non si tratta di un restauro in blocco dell’opera della celebre coppia Laurel e Hardy.

Possiamo solamente e realmente concludere con il continuare a vivere con sentimento e commozione ciò che della coppia rimane. Accontentiamoci di un minestrone di decine di ridoppiaggi e montaggi differenti, tra centinaia di copertine diverse di DVD e decine di riedizioni rimasterizzate dalla solita giacenza di magazzino.

 

Nel cuore di una certa serie di generazioni resterà certamente per sempre l’immagine di una coppia perfetta, dalle linee precise e indiscutibili, e dall’incredibile storia personale: un’amicizia durata tutta una vita. Che attende ancora il giusto e definitivo tributo per tutta la loro grandiosa opera.

 

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