Venerdì 19 al Teatro Orfeo: La serva padrona di Paisiello, con gli amici della musica

Dopo il successo di critica e pubblico ottenuto nell’ultima edizione del Giovanni Paisiello Festival, torna a Taranto l’opera lirica con “La serva padrona” di Giovanni Paisiello. Una produzione collaudata che ha visto gli artisti esibirsi tra Taranto e Bari nel mese di settembre e che verrà riproposta nell’incantevole teatro Orfeo venerdì 19 aprile con un allestimento anni ’50.

Personaggi e interpreti: Uberto, un anziano nobile, basso, GIUSEPPE NAVIGLI; Serpina, la sua serva, soprano, VALERIA LA GROTTA; Vespone, suo servo, mimo, GABRIELE SALONNE.

ORCHESTRA BAROCCA SANTA TERESA DEI MASCHI con strumenti storici
: SABINO MANZO, cembalo e direzione. CHICCO PASSARO, scene e regia

Un’occasione unica per tutti quelli che non hanno avuto modo di gustarsi questo spettacolo delizioso, menzionato con ottime recensioni dalle più importanti testate del settore.

La trama: Atto primo

Uberto, si sta vestendo per uscire e protesta perchè la cameriera Serpina, che egli ha preso in casa da bimba, lo tratta senza rispetto . Si rifiuta di servirgli la cioccolata o lo obbliga a rinunziare a una passeggiata. Essa fa una scenata a Vespone, altro servo, che non parla mai, fino a schiaffeggiarlo perchè non la rispetta come una padrona. Uberto, pur di non dovere più sottostare alla serva, chiede a Vespone di trovargli una moglie, magari brutta, ma sottomessa. Serpina dichiara che la sposa sarà lei: Uberto la chiama matta; ma ella sa che il padrone non è indifferente, ed è decisa a spuntarla.

 

Atto secondo

Serpina traveste Vespone da soldato e lo nasconde in una stanza vicina. Uberto si accinge a uscire. E Serpina lo affronta: poichè egli è stanco di lei, ha deciso di accasarsi con un militare, il violento e autoritario Capitan Tempesta. Uberto teme che un’unione simile non offra molte garanzie di felicità ed è disposto a conoscere il fidanzato. Serpina introduce Vespone travestito e informa Uberto che il capitano la sposerà se avrà quattromila scudi di dote. Uberto non ha intenzione di sborsare una tale somma e Vespone finge collera e minacce. Serpina mostra di calmarlo e riferisce al padrone che il suo pretendente rinuncerà a tutto e non passerà a vie di fatto, purché sia Uberto a sposarla. Uberto si rassegna, non malvolentieri, a dare la mano di sposo a Serpina, alla presenza del temuto Capitan Tempesta. Poi Serpina rivela l’inganno e Uberto fa buon viso a cattivo giuoco, confessando di aver sempre avuto del tenero per la sua serva padrona.

 

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