Giornali: raffica di chiusure. Spengono le luci “Epolis-Bari” e “La Provincia” Cosenza

Silvano Trevisani – Quando chiude un giornale è un pezzo di mondo che smette di girare. Chi ne parla ne ha fatto esperienza diretta e sa cosa significa mettere la parola fine a una storia, che è poi racconto collettivo, memoria attiva, sostegno culturale e didattico di una comunità. Oggi apprendiamo della chiusura di altri due quotidiani del Sud: “Epolis-Bari” e “La Provincia” di Cosenza. La crisi, la mancanza di risorse, il perverso mercato pubblicitario, il disinteresse dello Stato, che non considera l’informazione come elemento imprescindibile per la democrazia, stanno mettendo in ginocchio il mondo dell’informazione. Anche la scuola ha la sua responsabilità, concentrata com’è solo sull’inglese e sulla matematica, sulle tecnologie e le scienze, non incentiva certo la giusta considerazione del giornalismo e dell’informazione, soprattutto locale. Che invece dovrebbe essere al centro della programmazione scolastica, perché se un alunno non conosce il territorio e ciò che esprime, non lo amerà mai e non metterà mai in programma di viverlo e di partecipare al suo progresso.

Non si tratta di mettere sotto accusa il web, perché sarebbe come rimpiangere il filobus. No! L’informazione è mortificata “anche” sul web, per la mancanza di una disciplina specifica. Ma l politica guarda ad altro e la democrazia sembra fatta solo di promesse. Non certo di conoscenza.

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