Disoccupazione, Ecco Quando l’offerta di Lavoro è “congrua”

L’Anpal detta i requisiti che definiscono un’offerta di lavoro congrua per i soggetti che percepiscono trattamenti contro la disoccupazione involontaria. Come Naspi e Dis-Coll. Lo fa con la delibera del 20 Febbraio 2018 in cui l’Agenzia per le Politiche Attive completa le «misure di condizionalità» per i percettori di prestazioni legate alla disoccupazione in esito alla Riforma del Jobs Act.

Le misure di condizionalità

Il beneficiario delle suddette prestazioni, com’è noto, dopo aver presentato la domanda per la presentazione deve recarsi, qualora non convocato d’ufficio, presso il competente centro per l’impiego per stipulare il patto di servizio personalizzato per confermare il proprio stato di disoccupazione, profilare la propria occupabilità, e stipulare una serie di adempimenti necessari per accedere e mantenere il sostegno contro la disoccupazione.

Nel patto, che è un vero e proprio contratto, il disoccupato riporta la disponibilità a partecipare: a) ad iniziative e laboratori per il rafforzamento delle competenze nella ricerca attiva di lavoro; b) ad iniziative di carattere formativo o di riqualificazione o altra iniziativa di politica attiva o di attivazione, nonchè; c) all’accettazione di congrue offerte di lavoro che dovessero presentarsi durante il periodo di disoccupazione. La violazione del patto è fonte di precise responsabilità ed il disoccupato rischia da una riduzione dell’indennità alla decadenza dall’ammortizzatore sociale e dallo stato di disoccupazione.

L’offerta di lavoro congrua

L’Anpal ribadisce che anche dopo la Riforma del Jobs Act resta il riferimento all’offerta di lavoro congrua. E ridefinisce il concetto della sua congruità ai sensi dell’articolo 25 del Dlgs 150/2015 che demandava ad un accordo tra Anpal e Ministero del Lavoro la fissazione dei nuovi parametri in sostituzione del previgente criterio fissato dall’articolo 41 della legge 92/2012.

In particolare l’«offerta di lavoro congrua» viene graduata sulla base della durata della disoccupazione (da meno di 6 mesi a più di 12 mesi), della coerenza con le esperienze e le competenze maturate dal soggetto disoccupato e della distanza del luogo di lavoro dal domicilio e tempi di trasferimento con mezzi pubblici. Se il soggetto è percettore di un trattamento di sostegno al reddito l’entità della retribuzione dell’offerta deve essere, inoltre, almeno il 20% più alta dell’indennità. La tavola sottostante mostra le combinazioni che rendono un’offerta di lavoro congrua.

Tre le ipotesi: per il disoccupato fino a 6 mesi mesi, l’offerta è congrua quando il luogo di lavoro dista non più di 50 km dal domicilio (35 km in mancanza di mezzi pubblici) o sia raggiungibile in media in 80 minuti con mezzi pubblici e sia compresa nei settori individuati nel patto di servizio personalizzato; per il disoccupato da 6 a 12 mesi fermo restando i requisiti della distanza dal domicilio l’offerta può riguardare anche settori contigui a quelli individuati nel patto di servizio personalizzato; per il disoccupato oltre 12 mesi, l’offerta è congrua se il luogo di lavoro dista non più di 80 km dal domicilio (56 km se mancano i mezzi pubblici) o sia raggiungibile in media in 100 minuti con i mezzi pubblici e l’offerta può riguardare qualsiasi settore lavorativo.

Oltre alle indicate caratteristiche l’offerta deve avere ad oggetto un rapporto a tempo indeterminato o a termine o di somministrazione di durata di almeno tre mesi; essere a tempo pieno o tempo parziale non inferiore all’80% dell’ultimo contratto di lavoro; prevedere una retribuzione non inferiore ai minimi della contrattazione collettiva.

Giustificati motivi di rifiuto

La mancata accettazione di un’offerta di lavoro congrua comporta la decadenza dalla Naspi (e dalle altre prestazioni percepite) e dallo stato di disoccupazione, salvo giustificato motivo tra cui lo stato di malattia o d’infortunio, da comunicare e documentare entro due giorni dalla proposta dell’offerta di lavoro congrua.

 

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